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Circolare di chiarimento sulle assenze |
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Scritto da Alberto Bulzatti
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venerdì 03 ottobre 2008 |
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 Renato Brunetta Il 5 settembre 2008 il ministro Brunetta ha emanato una circolare per chiarire alcuni punti controversi dell'art. 71 del DL 112 convertito in legge n. 133 del 2008 (assenze dal servizio dei pubblici dipendenti) Il chiarimento più importante riguarda il passo “nei primi dieci giorni di assenza è corrisposto il trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennità o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro trattamento economico accessorio”. La circolare chiarisce che la trattenuta opera per ogni episodio di assenza (anche di un solo giorno) e per tutti i dieci giorni anche se l’assenza si protrae per più di
dieci giorni. Dopo i 10 giorni si applica il regime giuridico - economico previsto dai CCNL ed accordi di comparto per le assenze per malattia. Altro chiarimento riguarda le visite specialistiche, terapie e accertamenti diagnostici: il d.l. n. 112 del 2008 non ha modificato le modalità di imputazione delle assenze in questione. Solo se l’assenza per effettuare visite specialistiche, cure o esami diagnostici - ricorrendone i presupposti - è imputata a malattia, si applica il nuovo regime sia per quanto concerne le modalità di certificazione, sia per quanto riguarda la retribuzione. Altri argomento affrontati nella circolare: le assenze per malattia dovute a patologie gravi che richiedono terapie salvavita lavoro part-time dei dipendenti affetti da patologie oncologiche per i quali residui una ridotta capacità lavorativa, anche a causa degli effetti invalidanti di terapie salvavita. Scarica la circolare
A cura di Lalla Fonte: Orizzontescuola.it |
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 03 ottobre 2008 )
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La scuola del nuovo ministro |
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Scritto da Alberto Bulzatti
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venerdì 09 maggio 2008 |
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"In una proposta di legge del febbraio scorso la Gelmini di fatto ha già espresso le sue idee su una riforma dell'istruzione pubblica"  Maria Stella Gelmini "IL MERITO, innanzitutto". Ecco il pensiero del neoministro della Pubblica Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini. Nel totonomine dei giorni scorsi, il suo nome era già in circolazione proprio per la "casella" che le ha successivamente affidato il premier, Silvio Berlusconi. E assieme al nome, tra gli addetti ai lavori, sono cominciate a circolare anche le prime critiche: chi la considera troppo giovane e chi avrebbero preferito un tecnico con maggiore conoscenza sistema-scuola. Ma se qualcuno pensa che la trentacinquenne bresciana sia stata catapultata a Palazzo della Minerva quasi per caso si sbaglia. E di grosso. Lei ha le idee abbastanza chiare sulle mosse da fare per rilanciare il sistema dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.
Il suo pensiero, quasi fosse una premonizione, è contenuto in una proposta di legge ("Delega al Governo per la promozione e l'attuazione del merito nella società, nell'economia e nella pubblica amministrazione e istituzione della Direzione di valutazione e monitoraggio del merito presso l'Autorità garante della concorrenza e del mercato") presentata lo scorso 5 febbraio, quando il governo Prodi era già caduto. Il disegno di legge prevede una serie di deleghe al governo: per la "valorizzazione del merito nel sistema scolastico e universitario", per "la valorizzazione del merito nella pubblica amministrazione" e per "la valorizzazione del merito nel mercato del lavoro".
Il motivo è semplice. "È noto - si legge nella relazione introduttiva della Gelmini - che il sistema-Paese sta attraversando, da molti anni, una crisi che attraversa tutti i livelli sociali e istituzionali; si tratta di una crisi di fiducia e di speranza tra le cui cause si può annoverare la scarsa valorizzazione del merito come criterio di distribuzione delle opportunità e di valutazione delle persone. L'impostazione statalista e dirigista che ha imperniato l'ordinamento degli ultimi cinquanta anni ha portato con sé la marginalizzazione del merito, che non è mai assurto a principio guida in grado di regolare i fenomeni sociali, i processi economici e le relazioni di lavoro". |
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 09 maggio 2008 )
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Occhio ai voti troppo bassi |
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Scritto da Alberto Bulzatti
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giovedì 24 gennaio 2008 |
 Studenti al lavoro RAFFAELLO MASCI ROMA Ragazzi decidete in fretta cosa volete fare da grandi, perché i voti presi in biologia a 16 anni possono influenzare la vostra carriera di medici. Almeno stando a uno degli ultimi provvedimenti del ministro della Pubblica Istruzione Fioroni: nuove regole per i test d’ingresso all’università, che tengano conto non solo del punteggio di maturità ma addirittura dei voti ricevuti durante gli ultimi anni delle superiori: «Chi ha studiato - ha spiegato Fioroni - non resterà più fuori gioco per l’accesso alle facoltà universitarie a numero chiuso. La maturità non sarà più soltanto un pezzo di carta ma una porta d’ingresso al proprio futuro. E finalmente gli studi delle superiori avranno un loro peso specifico ». Un peso tutt’altro che indifferente: garantiranno infatti fino a 25 punti per l’accesso alle facoltà universitarie a numero chiuso, e sono proprio i 25 punti che possono fare la differenza tra chi entra e chi resta fuori. Non solo: «I quiz dovranno tenere conto dei programmi delle superiori». |
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 24 gennaio 2008 )
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